dolcetti per deliziare l'anima

e dolcezze per scaldare il cuore

charlotte tiepide alle albicocche

alzi la mano chi trova assurda la parola “tiepide” nel titolo. ecco bene, tornate all’aria aperta, maledetti! questo dolce non vi serve. per tutti gli altri disgraziati che ogni giorno guardano imploranti quella massa di nuvole bulle parcheggiata sulla loro crapa, là in alto, troppo lontano per assestarle una sculacciata e troppo vicino per poterla ignorare: non disperate! esistono dei dolci per questo genere di estati, e sono i dolci inglesi. eh si, là va così quasi sempre. impariamo: invece che rinunciare alla frutta estiva, semplicemente, scaldiamola. e nuvole dispettose a prescindere, io sono in montagna! qua affondare il cucchiaio (o la forchettina) in uno di questi cosetti croccanti e dal ripieno tiepido e succoso mentre si sta nel prato a prendere l’arietta serale con una tazza di darjeeling davanti (perché darjeeling e tè nepalesi con le albicocche sono uno schianto, sappiatelo) è una cosa godereccissima. sempre. tra l’altro non ci sono molte possibilità, questa è una di quelle occasioni rare (occasioni di rara sfiga che solo i migliori riescono a riscattare in esperienze memorabili), vi spiego perchè. le albicocche ci sono per un periodo brevissimo dell’anno, del tipo che quando ti viene in mente che è tanto che non le mangi, ne avresti proprio voglia, sono appena sparite dalla circolazione. ovviamente sono deliziose, oltre che magnifiche: con quella polpa arancione abbacinante, soda e saporita. sono pure comode da mangiare e di aspetto aggraziatissimo. io e una mia amica una volta gareggiammo a banane versus mandarini, e alla fine ci siamo riappacificate con le albicocche che, “con quella forma elittica e la buccia di velluto sono proprio un frutto rinascimentale” (avevi detto così circa più o meno Alessandra, vero?). ecco. oltre a tutta questa sfilza di ragioni sul perché celebrare le albicocche ho da aggiungere che quest’anno sono eccezionali (è qua che inizia la peculiarità della cosa), e se penso che potrebbe essere grazie alle condizioni meteo assurde ecco beh, mi viene quasi da sperare che lo siano raramente, così eccezionali. meglio approfittarne. io ne ho fatto scorpacciate vergognose e confetture (sembra di chiudere il sole in un barattolo!) ma era ora di dedicar loro anche un dolce, che se ne trovano pochi. tra l’altro, erano anni che non pensavo seriamente al giallo e all’arancione, ma ora qualcosa sta cambiando: inizio a sentirli in tutto il loro splendore. provate: posizionatevi coraggiosamente sotto l’albero, maglione pesante e vento in faccia, dolcetto in una mano e tempra nell’altra (o una tazza di tè fumante?), massa tiepida arancione nella pancia, ed è subito estate.

 

charlotte calde alle albicocche

(6 charlotte)

 

80 g di burro

600 g di albicocche

8 foglioline di menta piperita

50 g di zucchero biondo chiaro

50 g di confettura di albicocche

350 g di bane bianco in cassetta

 

per guarnire:

una manciata di foglioline di menta piperita

 

SENZA FRETTA estrarre il burro dal frigorifero 15′ prima di iniziare

 

ARBITRARIAMENTE il pane bianco in cassetta può essere sostituito da un altro tipo di pane in cassetta o da pane per tramezzini, purchè sia di consistenza spugnosa, compatta e morbida. a patto di utilizzare un pane del genere, lo si può usare anche un po’ raffermo: il risultato sarà solo più croccante!

 

CON CURA per un risultato perfetto scegliere albicocche non troppo mature (affinché rimangano più sode e producano poco liquido in cottura) e menta fresca di giornata

 

  1. tagliare le albicocche in 4 parti e poi tagliare ogni spicchio in tocchetti
  2. in una pentola sciogliere una noce di burro (10 g) sottratta alla quantità indicata, aggiungere le albicocche a tocchetti e le foglioline di menta spezzettate, quindi cuocere a fuoco dolce mescolando bene per 2′
  3. aggiungere lo zucchero, cuocere ancora per 1′, quindi togliere dal fuoco
  4. aggiungere la confettura e mescolare bene finché non sarà completamente sciolta, quindi lasciare raffreddare completamente
  5. tagliare il pane in fette dello spessore di 1 cm ed eliminare la crosta (ne dovrebbero bastare 9/10)
  6. lavorare il burro a pomata
  7. spalmare le fette di burro da un solo lato
  8. ritagliare 6 cerchi di d 5 cm, 6 cerchi di d 6 cm e 42 striscioline larghe 3 cm e lunghe 5 cm circa (utilizzare il più possibile i ritagli di pane: se siete fortunati dovreste riuscire a ricavare da ogni fetta 4 cerchi e 8 striscioline, utilizzando in totale 9 fette)
  9. porre i 6 dischi di d 5 cm sul fondo di 6 stampini di d 7 cm, col lato imburrato rivolto verso il basso
  10. rivestire le pareti degli stampini con 7 strisce di pane ognuno, col lato imburrato rivolto verso l’esterno, facendo attenzione a posizionarle il più possibile verticali e a non lasciare spazio tra una striscia e l’altra (o il ripieno uscirà!)
  11. riempire gli stampini con il composto di albicocche, sgocciolando il più possibile i pezzetti di albicocca e pressandoli bene all’interno
  12. sigillare con i 6 dischi di pane rimasti, con il lato imburrato rivolto verso l’alto, premendo delicatamente
  13. infornare a 220° per 20′ coperti da un foglio di alluminio
  14. togliere il foglio di alluminio e cuocere per altri 5′, fino a intensa doratura
  15. lasciare intiepidire per 45′, sformare sui piattini, accompagnare con una cucchiaiata del composto di albicocche avanzato, guarnire con una fogliolina di menta ciascuno e servire

 

DULCIS IN FUNDO

 

questi dolcetti sono talmente inglesi che ci si può permettere di esagerarli con un ciuffo di panna montata

125 g montati mentre le charlotte si raffreddano, rigorosamente senza zucchero!

 

SODALIZI potrei dirvi di fare gli incorruttibili e accompagnare questi piccoli scrigni con un darjeeling, ma non lo farò. provate invece un nepal fikkal e stupitevi. oppure, esagerate con un zheng shan xiao zhong (lapsang souchong) al naturale!

 

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